Resumen: E’ opinione largamente diffusa che l’Editto di Nantes, emanato da Enrico IV il 13 aprile 1598, non senza una tenace opposizione interna al Parlement di Parigi, costituisca il primo atto di tolleranza nell’età moderna in Europa. Esso aveva introdotto, infatti, dopo una lunga serie di sanguinose guerre di religione che avevano devastato la Francia a partire dal 1562, la possibilità di professare la religione calvinista, vale a dire di praticare un culto diverso da quello dominante nel territorio del Paese, e di accedere senza discriminazione alle cariche pubbliche ed alle scuole. Il decreto che lo contiene, oltre ad un preambolo, una dettagliata normativa che risulta da ben novantacinque dichiarazioni, completate da due brevetti: non tutte per la verità poi pienamente attuate, ma tuttavia senz’altro notevoli, al di là delle prescrizioni concernenti le singole situazioni concrete, per il generale spirito di pacificazione che innegabilmente le anima e che ideologicamente si presentava in gran parte ispirato ad un suggestivo movimento di pensiero cui avevano dato vita quegli intellettuali che venivano chiamati politiques. Degno di nota in proposito il fatto che nelle loro file militava, fra gli altri, anche Jean Bodin6, autore nel 1577 del saggio De la republique, nel quale mostrava di considerare normale la presenza di religioni diverse in un medesimo Paese. |